Stemma di Sir William
D’azzurro alla banda d’argento accostato da due cotisse dello stesso, caricato di un leone d’oro, coronato e lampassato di rosso attraversante sul tutto, addestrato da una rosa di Lancaster.

Nato il 18 ottobre 1389 da nobile famiglia, William Lancaster III di Cornovaglia era il secondogenito di Lord Edward di Sennen ed Elizabeth De Bois. Preclusegli le vie del titolo nobiliare e dell’eredità, 32° in linea di successione al trono d’Inghilterra, venne avviato all’arte della guerra sin dalla tenera età. William mostrò ben presto la sua spiccata attitudine al comando, nonché una predisposizione per l’arte della politica e dell’amministrazione.

Nel 1405 la ragion di stato lo costrinse a contrarre, in giovanissima età, premature nozze con Constance di Conisbrough, nipote di Richard di York. Il matrimonio fu un tentativo di stemperare la crescente rivalità tra le due casate di Lancaster e di York che qualche anno più in là sarebbe comunque sfociata nella “Guerra delle due Rose” per la successione al trono d’Inghilterra. Oltre al tornaconto politico per le due casate, le nozze garantirono a William un dominio e ricchezze d’amministrare nello Yorkshire; essendo infatti Constance l’unica figlia di Giovanni di Conisbrough, spettavano al di lei figlio, quando sarebbe arrivato, titolo e proprietà dell’anziano Lord John. Per Constance, invece, il matrimonio ebbe lo scopo di garantirle una salvaguardia sui suoi possedimenti, mettendola al riparo da pretendenti e usurpatori.

Nel tempo il matrimonio si rivelò essere duraturo e ben assortito, tuttavia le ambizioni politiche di William, cugino di secondo grado del Duca di Cornovaglia Henry Lancaster di Monmouht, lo portarono ad assumere un crescente numero d’impegni diplomatici e militari per conto di quest’ultimo. Ciò lo tenne lontano da Connisbrough prima e da Land’s End poi (quando a seguito della prematura morte del fratello George, nel 1408, assunse il titolo di signore di Sennen). Lord William si distinse per le sue capacità diplomatiche, ciò gli valsero il titolo di ambasciatore della corona, prima in Olanda e successivamente presso l’imperatore in Germania.

Dai modi affabili e dal portamento regale, William incarnava l'emblema dell'abile tessitore di trame, tutte assoggettate ad un unico e sovraordinato progetto: l'accrescita del blasone e del prestigio del casato dei Lancaster, nonchè delle ricchezze della sua famiglia. L'ambizione di Lord William viaggiava di pari passo con la sua astuzia e sagacia. Egli progettava per la sua famiglia di arrivare al trono d'Inghilterra entro due generazioni, sapeva che per lui tali possibilità erano precluse, ma con le opportune manovre poteva sperare di veder discendere dai suoi lombi un futuro Re d'Inghilterra.Sir William

Fu un amministratore severo, ma equo, spinto non da benevolenza verso la plebe, che considerava comunque semplicemente dei volgari e rozzi pescatori, ma dall'astuta consapevolezza che un'amministrazione non vessatoria lo avrebbe lasciato libero di seguire le sue ambizioni senza dover risolvere in continuazione piccole beghe interne e sommose popolari. A motivo di ciò e degli investimenti nelle strutture portuali si guadagnò la stima e la benevolenza dei sudditi della sua signoria.

Nel 1413, con l’ascesa al trono del cugino Henry, fu nominato consigliere del Re e si trasferì alla corte di Londra, assieme a Constance a al figlio primogenito James, nato tre anni prima. Qui vi rimase fino al 1415, quando, al fianco del Re Enrico V, prese parte alla “Guerra dei cent’anni” contro i francesi. William ebbe un eroico ruolo di primo piano nella vittoriosa battaglia di Agincourt. La vittoria campale degli inglesi e la successive vittorie britanniche che avrebbero portato alla firma del Trattato di Troyes e la susseguente nomina di Henry V ad erede di Carlo VI al Regno di Francia, proiettarono Sir William verso la nomina ad sovrintendente di Normandia; qui rimase sei mesi svolgendo il duplice ruolo di amministratore e ambasciatore, molte volte dovette sventare agguati alla sua persona e cospirazioni contro il cugino Enrico V.

Avvisato dell'aggravarsi delle condizioni di salute di Constance, che aveva contratto una polmonite durante l'inverno, Sir William chiese e ottenne il permesso del Re di far ritorno in patria, ma durante il viaggio verso Calais, tradito da alcuni funzionari corrotti al soldo di Luigi Valois, cadde vittima di un imboscata, fatto prigioniero e condotto in Italia, utilizzato come merce di scambio per prigionieri poltici, passo di mano in mano fino a giungere nello Stato Pontificio, quando grazie all'intervento di un cavaliere di origini sassoni riusci a liberarsi della sua prigionia, avuto ragione dei suoi carcerieri e dopo un breve periodo di convalescenza, riappropiatosi oltre che della sua spada delle sue vesti e della sua dignità, Lord William si presentò al cospetto del Pontefice Martino V che gli concesse un lasciapassare per attraversare lo stato e far ritorno in Inghilterra al capezzale di Costance. Nel solitario viaggio di ritorno verso Land's End, risalendo l'Italia, Sir William affrontò briganti, mercenari e cavalieri di ventura; prestò i suoi servigi a svariati duchi, conti e marchesi che popolavano l'Italia del quattrocento; ed qui che faremo la sua conoscenza...